20/05/2009
.:VI:.
L'eterno silenzio raccolto in un cumulo di pensieri. Lo osservo afflitto nell'oscurità della notte. Mani che tremano come foglie nel periodo autunnale. Parole che non vogliono prendere forma e silenziose si schiantano contro muri di gomma. Il desiderio che non produce suono. Solo lamenti. Gesta incompiute che non trovano sfogo. La felicità è imporsi un qualcosa di irrealizzabile. Un sogno ad occhi aperti che svanisce nella prima luce del giorno. Inviolabile. Come i tuoi baci di seta mentre accarezzi un viso senza tempo. Persi nel chiarore della luna. Distanti come pianeti mai scoperti. Labbra silenziose esplorano la naturalezza dei tuoi gesti. Un'infinità di bolle di sapone che leggere si librano nell'aria per esplodere in un infinitesimo di secondo. Parole che si vestono di mistero. Di fascino avvolto in decadenti sonetti. Il piacere dell'ignoto che si incarna nel corpo. Tra le fessure oscure della carne. Nella dimora della passione. Un senso che preme nel costato. Strazionadolo. Rivivo il tuo sorriso per un attimo. La testa sul mio petto a deliziarlo. Mi sussurri all'orecchio innocenti bugie per poi gettarti in tenere gesta di una passione distratta che logora nel tempo. Sfinito. Privato di un qualcosa che non vuole spegnersi. Una luce fioca che non vuole morire. Mi aggrappo alla fede. Una nave senza rotta che tenta invano di arenarsi su una spiaggia di coralli. Un corridoio di specchi ove l'uscita sembra sempre distante. Un gioco di colori che si schianta contro un niente. Il volo isterico di un gabbiano.
Fottutamente S.T.E.R.I.L.E.
27/04/2009
.:V:.
Avere cent'anni o non averne affatto. Scopro me stesso. Un'anima inquieta che si nutre di sogni. Mi osservo dall'alto. Capovolto. Esangue carne che mormora al silenzio. Di buio mi circondo. Una voce sconnessa che vibra nel vento. Libertà. Vorrei volare. Un angelo con nuove ali. Mi sposo dinnanzi al Cielo per amare mia madre. La Terra. Mia sorella. La Luna. Mio Padre. L'Immenso. Fuoco ritornerò.
13/04/2009
.:III:.
La luce filtrava dalla finestra strappando angoli di letto. Emily invecchiava il suo gracile corpo fra coperte ammuffite e giochi di ombre. Il tempo passava spietato dalle orbite dei suoi occhi proiettandosi nel passato, come pellicole anni cinquanta su bobine deteriorate dal tempo. Era una mattina di Aprile e il sole copriva distese di terra. Nel cielo le nuvole si accoppiavano furtive come giovani corpi alla ricerca del primo piacere. Un unione divina tra Cielo e Terra. Mente e Corpo. Vita e Morte. Il viso pallido si specchiava morboso sopra uno specchio al neon. Scintilla che danza e si perde al millesimo secondo per poi tornare come una scarica elettrica che attraversa le arterie. Dilaniandole. Un insieme di sensazioni che implodono ininterrotte in fondo allo stomaco per poi salire ed essere vomitate da una bocca senza più suono. Assenza che svanisce nell'aria soffocando abuliche le ore. Mizar stava accovacciato nel lungo riposo quotidiano mentre Edgar sbiadiva abbandonato sopra un comodino terapeutico. La radio diffondeva una "No more tears" senza precedenti...
"The red light goes on to say it's time to begin
I see the man around the corner waiting, can he see me?
I close my eyes and wait to hear the sound of someone screaming here"
Puoi sentirmi???
03/04/2009
.:I:.
Giochi distratti che bramano singhiozzanti nella carne avvolgendola di un morboso piacere dentro un vortice di incoscienza. Fino all'ultimo respiro. Il senso del vuoto. Del distacco che ti imprigiona. Di perle infette che dilaniano il sorriso e spoglie da ogni peccato si abissano nel profondo baratro. Sospeso nel vuoto. Le tue mani calde e senza vergogna che sfiorano labbra di sogni. Reo del tuo desiderio mi inchino genuflesso ai tuoi piedi leccandoli avidamente. Dando a loro forma attraverso una lingua di fuoco che emana calore e saliva sfiorata. Le tue cosce inarcate nello splendore di un alba. Riflesse su pareti di cartone. Incontro la tua bocca sazia di sorprese e umido infrango il delirio del sonno.