Lasciami cadere
come neve al suolo,
nel crepuscolo di una notte
senza fine.
Lasciami agonizzare,
tra i fermenti di un giorno senza lacrime,
ove nascoste le ombre si increspano sul crinale.
Avvolto da squame cristalline
il serpente scava la sua tana
in un mondo illogico.
Un mondo al quale mi sento straniero.
Straniero di un'esistenza sospirata.
Dalle labbra cola sangue acido.
Previsione di ombre gettate a marcire
dentro un anima solitaria.
Suono stanco che fa eco.
Non ho voglia di ascoltare.
Non ho voglia di guardare.
Uccidimi se vuoi.
E si spegne la sera,
fra versetti blasfemi
di una preghiera muta,
in attesa del silenzio di una colomba.


