Perso nel vuoto dell'incomunicabilità,
vigila attento silenziosamente il destino,
ritratto incolore dalle piaghe disfatte
al quale morente inganno
fu sottratto il desiderio.
Stanco di apparire stella del mattino,
gelida al bagliore di un sole morente,
nel sublimare di tentennanti ardori
porgi a me,
tuo servo fedele nuovi orizzonti
sul giorno a venire.
Che esso sia luminoso e splendente
di radiosa luce perpetua,
di fervido calore in un tumultuoso
ridacchiare di maschere lontane
al cospetto di un silenzioso cammino
privo di intralci sul quale inciampare



