Pensieri posati su nuvole d'argilla
percorrono ignari i viali della follia,
sgretolandosi come polvere al calare di una notte satura.
Lampioni di gesso,
ove posate ombre annicchiano nell'attesa vana,
il costruire malinconico di forme meccaniche,
sopra lastre imbevute di liquido narcotico.
E scivola così il giorno dentro un paradiso d'illusioni,
dove le ore stanche tacciono dormienti,
e figure di carta bruciano sotto queste mani,
pregne di piaghe incancellabili,
dove morenti cullano le parole,
prima del consumarsi per sempre in un esilio totale,
e nessuna destinazione raggiungerà
la profondità oscura dei tuoi occhi,
prima che una nuova alba nasca prossima a levare
le lacrime dal tuo viso.


