Baci di ghiaccio, sbuffi di cielo.
E le nostre anime leggere volteggiano nei sogni perduti.
Mortale, slancio la testa all'indietro,
amandoti ancora per un secondo,
prima che la notte compia il suo corso
e ci divida per sempre in un interminabile attimo
dal sapore di more selvatiche,
dove il silenzio non ha piu nome e la complicità che univa
i nostri sguardi,
si schianta in un vortice di illusioni perpetue.
Ascolta le mie bugie e rinnegami per sempre.
E ancor oggi il tuo nome impresso nella mia testa.
I torpori delle notti silenti ad ascoltare
gli echi delle vecchie carovane,
perduti in uno sprazzo di terra, mutilati all'ascolto,
ignari del presagio.
Morente figura di te sul prato selciato,
con piedi scalzi che cammini su
frammenti di vetro senza sanguinare.
Un soffice velo copre il tuo volto e le mani
congiunte in una preghiera muta.
Non dormire questa notte.
Non dormire o mai più rivedrai la luce.
E si chiude il sipario dietro le nostre spalle.
Finisce lo spettacolo e nessun applauso potrà
essere udito.
Le luci si spengono e nell'oscurità della notte
cingiamo il nostro cammino,
attraverso il cancello che porta al giardino
dove le rose perdono colore
per infine appassire.


