27/04/2009
.:V:.
Avere cent'anni o non averne affatto. Scopro me stesso. Un'anima inquieta che si nutre di sogni. Mi osservo dall'alto. Capovolto. Esangue carne che mormora al silenzio. Di buio mi circondo. Una voce sconnessa che vibra nel vento. Libertà. Vorrei volare. Un angelo con nuove ali. Mi sposo dinnanzi al Cielo per amare mia madre. La Terra. Mia sorella. La Luna. Mio Padre. L'Immenso. Fuoco ritornerò.
13/04/2009
.:III:.
La luce filtrava dalla finestra strappando angoli di letto. Emily invecchiava il suo gracile corpo fra coperte ammuffite e giochi di ombre. Il tempo passava spietato dalle orbite dei suoi occhi proiettandosi nel passato, come pellicole anni cinquanta su bobine deteriorate dal tempo. Era una mattina di Aprile e il sole copriva distese di terra. Nel cielo le nuvole si accoppiavano furtive come giovani corpi alla ricerca del primo piacere. Un unione divina tra Cielo e Terra. Mente e Corpo. Vita e Morte. Il viso pallido si specchiava morboso sopra uno specchio al neon. Scintilla che danza e si perde al millesimo secondo per poi tornare come una scarica elettrica che attraversa le arterie. Dilaniandole. Un insieme di sensazioni che implodono ininterrotte in fondo allo stomaco per poi salire ed essere vomitate da una bocca senza più suono. Assenza che svanisce nell'aria soffocando abuliche le ore. Mizar stava accovacciato nel lungo riposo quotidiano mentre Edgar sbiadiva abbandonato sopra un comodino terapeutico. La radio diffondeva una "No more tears" senza precedenti...
"The red light goes on to say it's time to begin
I see the man around the corner waiting, can he see me?
I close my eyes and wait to hear the sound of someone screaming here"
Puoi sentirmi???
03/04/2009
.:I:.
Giochi distratti che bramano singhiozzanti nella carne avvolgendola di un morboso piacere dentro un vortice di incoscienza. Fino all'ultimo respiro. Il senso del vuoto. Del distacco che ti imprigiona. Di perle infette che dilaniano il sorriso e spoglie da ogni peccato si abissano nel profondo baratro. Sospeso nel vuoto. Le tue mani calde e senza vergogna che sfiorano labbra di sogni. Reo del tuo desiderio mi inchino genuflesso ai tuoi piedi leccandoli avidamente. Dando a loro forma attraverso una lingua di fuoco che emana calore e saliva sfiorata. Le tue cosce inarcate nello splendore di un alba. Riflesse su pareti di cartone. Incontro la tua bocca sazia di sorprese e umido infrango il delirio del sonno.